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Una bella immagine delle dotazioni di colpi per i carri Leopard. Ogni cassa contiene due colpi, custoditi in cartocci. Ecco la piccola polveriera del II° Sqd. Bricchetto.

bricchetto12.jpg (37112 byte) Dopo una prima cura dimagrante da corso AUC, il servente del comandante di plotone prende confidenza con il TPT (Target Practice Tracer, proietto d'addestramento con tracciatore. Simula il munizionamento HEAT-T - High esplosive Anti Tank).
Il basco canadese "da anziano" è stato acquistato troppo piccolo ("Cipò, s'aggiusti quò bbasco, me pare nu salumiere!")
bricchetto13.jpg (29442 byte) Si riforniscono i carri per il tiro. I fortunati che vanno a prenderli in polveriera, tra cui il sottoscritto, si alzano, "con comodo", alle 05.00. All'estrema destra, nell'andatura del mio caro amico, Roberto T., tutta la fatica della giornata.
bricchetto14.jpg (36333 byte) La linea di tiro vista dalle sagome.
bricchetto15.jpg (40736 byte) Un'immagine suggestiva. Lo "sgombero poligono" ordina la sospensione dei tiri per il... passaggio di un traghetto al largo. Qualcuno pensa a vacanze lontane e ragazze profumate. Sopra la cima degli alberi, si vedono le sagome sforacchiate.
Il sistema di puntamento TZF del Leopard 1 A2 già allora molto preciso, permetteva a noi reclute di colpire, spesso, il paletto della sagoma.
Altre pause quando pescatori improvvisati s'immergono in acqua per recuperare le ogive dei proiettili da esercitazione. Pare siano di materiale utile a rivendersi. Quando è il mio turno, c'è l'ennesima interruzione e confesso di aver appoggiato la testa al TZF con un gran desiderio di dormire.
bricchetto_16.jpg (24045 byte) Una mattina di corso AUC, sveglia h. 06.00, tutto pronto e pulito per farsi trovare in reazione fisica alle 06.30 e passare sotto le finestre del Generale comandante cantando l'inno dei carristi.E' stato AUC anche lui, ha combattuto nella II Guerra Mondiale, e ci vuole sentire vicini.
L'anta dell'armadietto era parte della "stecca" lasciata dall'anziano corrispondente a quella stanza e quel letto. Appeso, il foulard di cavalleria dell'anziano, c'erano poi le firme, a pennarello, di saluto e incoraggiamento.
La STC di Caserta sostituì i vecchi materassi in lana con i nuovi a molle, ma non nel battaglione AUC, che venne a saperlo quando ritrovò, la sera, i medesimi materassi cui era stata cardata la lana.
Esisteva il vezzo di tagliarsi i capelli cortissimi per comodità e igiene, ma non era pratica gradita dai superiori ("…questo è l'Esercito Italiano, non altro…"), mentre non erano graditi baffi e barba.
Si usciva esclusivamente in "diagonale" senza tesa da AUC ma col basco nero che, sulla diagonale, era ancora più da carrista, quindi nessun abito civile in cameretta.
Nello scaffale in alto un barattolo di maionese per "condire" i biscotti secchi dell'EI e in basso, sotto lo zaino alpino, le sinossi di studio.
Comunemente si era liberi dalle 18.00 alle 23.00 il mercoledì, il sabato e la domenica. Gli altri giorni, per lo studio obbligatorio in aula, solo dalle 21.00. Alle 23.00 l'inizio contrappello, al quale ci presentavamo dopo aver passato la cera sul pavimento (sic!), spostato ogni armadio, pulita ogni singola maglia della rete della branda.
Il mercoledì sul giovedì ed il sabato sulla domenica un terzo circa dello squadrone era impegnato nel servizio di guardia. AUC = Avevo Una Casa - Adesso Una Caserma ("..voi siete tutti volontari..").
Chi non capisce a cosa serve lo spazzolino da denti militare, più di trenta allievi, si becca la consegna semplice perché, quella sera, la cucitura superiore della suola dell'anfibio non è nera di lucido.
In compenso il Comandante del Battaglione è uno tutto d'un pezzo. Le "spettanze" arrivano regolari, il vestiario è completo per tutti. Abbiamo dal bagnoschiuma al filo per cucire. Un mio caro amico siciliano, golosissimo, alla fine dei 5 mesi quantificherà la sua cioccolata EI in 6 kg. Qualcun altro la scambia, regolarmente, col "cordiale"…
bricchetto17.jpg (39854 byte) Da S.ten. a Capo Teulada, CAUC (Centro Addestramento Unità Corazzate), col giubbotto da carrista, mimetizzazione dei carri per un'esercitazione di complesso minore.
bricchetto18.jpg (29048 byte) Torre Veneri (Lecce) da comandante di plotone nella FIREX '89. Si provano i movimenti del "partito arancione" cioè noi, contro Folgore e S. Marco, che sono il partito azzurro.
bricchetto19.jpg (36233 byte) Parcheggio di Torre Veneri. Accanto a un motore di Leopard.
L'uniforme è la "lucida" che in quel periodo il 19° Btg. unico tra i reparti carri, aveva in sperimentazione con gli anfibi da lancio di colore nero.
bricchetto20.jpg (31145 byte) Uno dei due comandanti di plotone del complesso minore "arancione". Sulla bocca da fuoco il lanciafumogeni del dispositivo Hoffman per la simulazione del tiro; i tubi lancia fumogeni sono carichi, infatti è previsto il disimpegno e la ritirata del "partito arancione".
Sul taccuino, l'itinerario:
- formazione colonna da dietro alberi
- formazione linea h3 pl. 2 (a sx.)
- si riparte a cuneo dritto
e le frequenze dello sgombero, dello 'shelter', dei carri, e d'emergenza.
Per l'occasione i partecipanti indossano, come uniforme FIR, la vecchia policroma "Libano".
bricchetto21.jpg (49362 byte) "Tuono 21" col suo equipaggio, prima dell'esercitazione. La rete mimetica copre la fascia rossa di partito arancione.
bricchetto23.jpg (31241 byte) I partecipanti si schierano per la rivista del Ministro della Difesa. In secondo piano gli LVTP 7 del S. Marco e gli elicotteri del gruppo squadroni Antares, che hanno recuperato i parà del 5° e 9° Btg. Un capocarro guarda con curiosità gli altri cingolati.
Usciamo sui giornali, parla di noi anche il Corriere della Sera.
Alla fine, il direttore dell'esercitazione, Comandante della Folgore, dirà: "Abbiamo sbagliato. Abbiamo tenuto i carri troppo lontani. I carri fanno sempre effetto."
I marò tornano sulla loro nave, i paracadutisti impacchettano tutto e vanno all'aeroporto per essere lanciati, per l'ennesima volta, dalle loro parti.
Noi, come all'andata, carichiamo i sei Leopard e i tre M113 sugli ATC e ci rimettiamo sulla strada di casa. Siamo divisi in tre autocolonne, ognuna a due chilometri di distanza dall'altra e abbiamo la scorta dei carabinieri coi quali, però non abbiamo collegamento radio.
Proibizione assoluta di lasciar entrare qualsiasi auto nella colonna. Velocità max 35 Km. orari. Gli autisti degli ATC mi tempestano sulla RV3 per aumentare l'andatura. Dopo i viadotti non riescono a far raffreddare i freni. Accelerare ed essere più staccati. A meno di non essere tamponati da un autoarticolato con un Leopard sopra. Ondaverde parla di possibili rallentamenti.
Esercitazione nell'esercitazione, come ti sposto un complesso minore da una parte all'altra dell'Italia.
I rifornimenti sono volanti colle nostre cisterne in punti prestabiliti dell'autostrada. Un ACM chiude ogni colonna, un'AR fa la spola da una colonna all'altra. Tanto stress.
bricchetto24B.jpg (20518 byte) Poligono di Torre Veneri, ma ancora durante il corso AUC, il tiro notturno alla luce dei riflettori dei Leopard. Sono nello sgombero poligono.
Un M113 ci sballotta in giro per l'area e mi sembra di essere a Da Nang.
Scendo nel nulla, e quando gli occhi si sono abituati all'oscurità mi accorgo che, chi mi ha preceduto, nei mesi, ha scritto con le pietre, in grandi cerchi, il nome di una ragazza. E' notte e sembra una visione onirica. Il primo PUM! di un Leopard in lontananza e la scia del tracciante mi scuotono.
bricchetto26B.jpg (49038 byte) Tutta la potenza del Leopard.