TANK-MOUNTING BULLDOZER
M1

L'impiego delle forze corazzate nella Seconda Guerra Mondiale convinse l'US Army della necessità di dotarsi di veicoli speciali del Genio, in particolare bulldozer, in grado di operare anche sotto il fuoco nemico. La prima idea fu quella di dotare di corazzature più o meno improvvisate alcuni veicoli commerciali che le Forze Armate avevano acquisito ma ben presto ci si accorse che questa soluzione non era sufficiente a coprire tutte le necessità soprattutto a causa della scarsa corazzatura che impediva alle macchine di operare sotto un pesante fuoco nemico e la mancanza di armamento che le rendeva incapaci di provvedere alla propria autodifesa.
I primi esperimenti per installare una lama bulldozer su di un carro armato iniziarono nel gennaio 1942 e furono inizialmente un insuccesso a causa dell'infelice disegno scelto per la lama che era di diretta derivazione commerciale. I genieri però non si scoraggiarono e continuarono a sviluppare l'idea con l'Ordance Department e due costruttori (Le Tourneau e La Plante-Choate) che all'inizio del 1943 presentarono due modelli distinti. Purtroppo si commise nuovamente l'errore di utilizzare lame con un disegno poco efficiente per cui anche questi esperimenti portarono al fallimento. Viste le esperienze negative i fondi per lo sviluppo furono cancellati nel giugno 1943. Nonostante tutto la perseveranza del Genio convinse i due costruttori a realizzare due prototipi a proprie spese che vennero testati con successo uguagliando le prestazioni del bulldozer standard Caterpillar D8. Ciò convinse le autorità a standardizzare un modello denominato "TANK-MOUNTING BULLDOZER M1" che unisse le migliori caratteristiche dei due prototipi. Vennero realizzati 1.957 complessi che si dimostrarono assai utili nelle operazioni di sgombero degli ostacoli nelle zone di combattimento.
Alcuni di questi veicoli entrarono in servizio nel dopoguerra nell'Esercito Italiano. Dopo la radiazione dello Sherman i reparti del genio dovettero attendere l'arrivo del Pionierleopard primi di disporre di un nuovo veicolo corazzato espressamente ideato per il movimento terra.
Il carro qui illustrato, esemplare assai raro del quale esistono pochissimi esemplari conservati al mondo, è oggi ospitato presso il museo all'aperto del 4° Reggimento Carri di Bellinzago Novarese (NO) mentre un altro esemplare (purtroppo privo d'armamento) appartiene alla collezione del Museo della Motorizzazione in Roma.

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Duie immagini apparse il 7 marzo1971 su due diversi e non identificati quotidiani del sud. Le foto furono scattate durante i lunghi moti di Reggio Calabria che costrinsero le forze dell'ordine ad intervenire anche con mezzi corazzati per sedare la rivolta e sgomberare le barricate. Il carro appartiene ad un battaglione Carabinieri ed è basato su di un M4 originariamente dotato di obice da 105 mm (si riconosce il supporto del cannone montato in posizione più bassa per avanzare il punto di contatto con l'obice causa il suo maggior diametro rispetto il cannone da 75 mm e, sulla sommità della torretta, il ventilatore supplementare caratteristico di questa particolare versione del carro americano).

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UN REDUCE DELLO SBARCO IN NORMANDIA

Nella fase di pianificazione dello sbarco in Normandia si individuò subito la necessità di disporre fin dai primi minuti di bulldozer in grado di ripulire le spiagge dagli innumerevoli ostacoli e di sgombrare le uscite verso l'entroterra. Apparve anche immediatamente chiaro che questo compito non avrebbe mai potuto esser svolto dai normali bulldozer a causa del possibile fuoco nemico contro il quale queste macchine erano totalmente inermi. Si decise pertanto di far sbarcare con la prima ondata ben ventiquattro Sherman dotati del dispositivo M1. Questi veicoli erano divisi tra i vari Battaglioni Carri che dovevano sbarcare sulle due spiagge di competenza americana: Omaha Beach ed Utah Beach.
I bulldozer erano così divisi:

OMAHA BEACH

- settori FOX ed EASY (uscite E3 ed E1): dieci bulldozer della compagna A del 741° Battaglione Carri.

- settore DOG (uscite D3 e D1): sei bulldozer della compagnia A del 743° Battaglione Carri.

Di questi carri  dieci colarono a picco con l'affondamento dei loro LCT mentre dei rimanenti sei uno arrivò sulla spiaggia senza la lama anteriore.

UTAH BEACH

- settori VICTOR, UNCLE, TARE e SUGAR: otto bulldozer della compagnia C del 70° Battaglione Carri.

Di questi carri  due colarono a picco con l'affondamento dei loro LCT mentre altri due non poterono sbarcare a causa di un guasto al motore del mezzo da sbarco che li trasportava.

Dopo tanti anni trascorsi sul fondo della Manica uno dei bulldozer inabissatisi il 6 giugno davanti ad Omaha Beach è stato ripescato dal recuperatore che aveva in concessione la bonifica di un tratto di mare davanti alla della spiaggia. Questo veicolo, ed altri con lui, si è salvato dalla fiamma ossidrica ed oggi fa bella mostra di sé nel Musée Des Épaves Sous-Marines Du Débarquement che lo stesso recuperatore ha aperto nei pressi della cittadina di Port-en-Bessin sulla strada che porta verso Bayeux.

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