M24 CHAFFEE - pag. 2

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Sui primi carri vennero montati i cingoli T72 da 16 pollici in acciaio (dente guidacingolo centrale e maglie aventi larghezza di 406 mm) impiegati fin dalla consegna dei primi carri ai reparti americani operanti in Europa negli ultimi mesi di guerra. In seguito furono sostituiti dal modello T85E1 da 14 pollici dotato di maglia in gomma e più adatto al movimento su rotabili senza causare eccessivi danni al manto stradale (dente guidacingolo centrale e maglie aventi larghezza di 355 mm).
L'installazione del nuovo cingolo comportò anche la sostituzione della ruota motrice con una più stretta e dotata di fori per l'espulsione del fango.
Nella foto in alto la configurazione del treno di rotolamento di un carro dotato dei cingoli T72, in basso un carro con i cingoli T85E1.

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Disposizione dei bracci di torsione. Si noti la posizione rovesciata di quello posteriore necessaria per l'aggancio del dispositivo di compensazione della tensione del cingolo. Si noti che in questa immagine sono presenti i tamponi di fine corsa a molla ma non gli ammortizzatori idraulici posti sul 1°, 2°, 4° e 5° braccio. E' inoltre visibile il modello iniziale di ruota di rinvio dotata di anello in gomma.

 

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La ruota motrice utilizzata con il cingolo T72...

 

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... e quella adottata con il cingolo T85E1

 

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Particolari del cingolo T72 (a sinistra) e del cingolo T85E1

 

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La ruota di rinvio di disegno definitivo, interamente in acciaio e dotata di fori di alleggerimento. Si noto che nelle fotografie del carro completo presenti all'inizio della pagina precedente la ruota è di di disegno differente e rivestita con un anello in gomma. Si tratta di un particolare presente nei prototipi ed eliminato nei carri di serie.

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La ruota di rinvio posteriore era collegata all'ultimo braccio della sospensione tramite un braccio di compensazione che serviva a mantenere costante la tensione del cingolo durante la marcia. Una volta teso il cingolo tramite l'apposita chiave, il braccio di compensazione aveva il compito di far traslare all'indietro la ruota di rinvio tanto quanto l'ultima ruota della sospensione si muoveva verso l'alto. In questo modo la tensione del cingolo rimaneva sostanzialmente invariata.

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Esploso di una ruota del treno di rotolamento e del braccio di torsione. Sul 1°, 2°, 4° e 5° braccio era anche presente un ammortizzatore idraulico.

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Vista esplosa di una ruota reggicingolo superiore.

 

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Nel marzo 1944 Cadillac Division ricevette la richiesta di progettare un apparato destinato a rendere galleggiabili i carri M5A1 ed M24 al fine di poterli sbarcare dalle navi in prossimità della costa. Lo sforzo maggiore fu indirizzato verso l'M24 (il carro M5A1 stava per uscire definitivamente dalla produzione) ed il primo esemplare destinato ai test fu pronto nel luglio di quell'anno. Dopo alcune modifiche richieste dagli organismi tecnici dell'esercito il primo esemplare fu definitivamente pronto nel febbraio 1945 mentre un altro esemplare era già stato assemblato nel dicembre 1944. Anche se il sistema (denominato T7 Ritchie device) fu adottato non risulta sia mai stato impiegato in combattimento. Peraltro, per agevolare il montaggio dei contenitori stagni destinanti a favorire la galleggiabilità del carro, vennero installate delle predisposizioni costituite da quattro piastre montate due sulle protezioni della riduzione finale anteriore e due sulla piastra posteriore dello scafo. Gli adattatori posteriori furono montati da Cadillac dall'esemplare n.713 mentre quelli anteriori dall'esemplare n. 1101. Presso Massey Harris Company gli adattatori vennero installati contemporaneamente a partire dall'esemplare n. 250. Di conseguenza era possibile trovare dei carri dotati degli adattatori anteriori ma non di quelli posteriori. Questo avveniva soprattutto nei carri assegnati al fronte europeo ed inquadrati nelle divisioni corazzate americane con numero più alto nelle quali i reparti di carri leggeri erano interamente forniti di carri M24.
Nella foto in basso si può vedere un carro privo di tali attacchi sulla trasmissione anteriore, curiosamente essi sono però presenti posteriormente.
in questo carro è tra l'altro presente un secondo supporto per la mitragliatrice Browning M2HB situato davanti alla cupola del capocarro. Tale supporto non era presente sui carri americani utilizzati durante la 2^ guerra mondiale. Si tratta con ogni probabilità di un'aggiunta voluta dall'Esercito Italiano.

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Sopra la torretta era previsto l'apposito sostegno per la mitragliatrice antiaerea Browning M2HB. Durante la marcia l'arma era fissata ad un apposito supporto ripieghevole. Nel carro qui raffigurato il supporto della radio non è originale.

 

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L'antenna per l'impianto radio in dotazione al carro era installata sul fianco sinistro della torretta su di un apposito supporto. Questo impianto, solitamente costituito da una radio della serie SCR (508,528, 608-B o 628-B) montata sul retro della torretta , era implementato sui carri comando da una radio SCR 506 montata davanti all'assistente pilota che in questo caso svolgeva anche le funzioni di radio operatore. L'impianto interfonico interno era invece costituito da cinque postazioni accoppiate all'apparato radio in modo da consentire ai membri dell'equipaggio non solo di parlare tra loro ma anche di ascoltare direttamente i messaggi provenienti dall'esterno.
Un ulteriore supporto era presente sul lato opposto della torretta.

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Anche se i manuali riportano come base standard per l'antenna il modello AB-15GR (raffigurato nella foto sotto), molti carri adottavano un modello diverso e di maggiori dimensioni. In tale modello la parte inferiore era costituita da una molla che consentiva alla base di piegarsi. I due piccoli spessori di colore nero sono degli isolanti elettrici aventi lo scopo di evitare il contatto tra l'antenna e le parti metalliche del carro quando l'antenna si piegava di lato.

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Nell'ultimo periodo della 2^ guerra mondiale il mortaio installato in torretta venne eliminato ed al suo posto venne inserito l'alloggiamneto per un'ulteriore antenna a servizio dell'impianto radio AN/VRC-3 in dotazione ad alcuni carri. Tale apparato era caratterizzato dalla breve portata ed utilizzato esclusivamente per i contatti tra l'equipaggio e la fanteria che seguiva il veicolo. Si trattava di fatto della versione dell'apparato noto come "walkie-talkie" destinata ad essere montata su veicoli.

 

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Nel dopoguerra venne installato su tutti i carri un telefono esterno che consentiva alla fanteria di parlare con l'equipaggio. Tale sistema, denominato RC-298, era costituito da un telefono esterno contenuto in un alloggiamento blindato (apparato BC-1362) e da un centralino interno BC-1361 direttamente collegato al sistema interfonico.

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L'alloggiamento della scatola luci posteriore sinistra. Confrontandola con quella destra raffigurata nella foto sopra, si nota che, come in tutti i veicoli militari americano della seconda guerra mondiale, il disegno delle due luci è differente.

 

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Il contenitore esterno del kit di pronto soccorso introdotto su tutti i carri americani nell'ultimo anno di guerra.

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Il comando esterno a strappo per l'azionamento d'emergenza degli estintori interni.

 

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Alcuni particolari dello scudo del cannone.

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Sulla canna del cannone dei primi cannoni utilizzati sul carro M24 era presente l'anello utilizzato sui velivoli B-25H per assicurare il cannone all'affusto. Tale anello, totalmente inutile quando il cannone era installato sui carri, venne eliminato durante la produzione a seguito della cessazione della produzione del B-25H.

 

Alcune immagini del carro M24 in servizio nell'Esercito Italiano nel dopoguerra si trovano nella pagina dedicata al contributo del C.M. Bers. Romano Innocenti

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