Motivazioni della concessione delle Medaglie d'Oro al Valor Militare alle Bandiere di Guerra dei Reparti inquadrati nella Divisione Corazzata "ARIETE"

132° Reggimento Carristi "ARIETE"

Poderoso strumento di guerra, fuso in un unico blocco di macchine, energie e cuori, iniziò sul suolo marmarico la sua vita di dedizione, di sacrificio e di vittoria recando con la più severa preparazione, l'ardore puro dell'ideale e della giovinezza. Tappe di conquista e di gloria, lotte titaniche di corazze contro corazze. Bir el Gobi, Sidi Rezegh, munitissimi capisaldi smantellati e travolti, Quota 204 di Ain el Gazala, El Duda, Bir Hacheim, Dahar el Aslagh, infaticabile pulsare di motori, ansia ardente di incalzare sempre più il nemico battuto nelle nostre terre ed in ritirata verso est oltre i confini, da Tobruk ad El Alamein. Affrontò sempre un avversario agguerrito e superiore per numero e potenza lottando incessantemente in ambiente neutrale fra i più inospitali della terra; due volte si immolò nella gloria dell'offerta estrema, due volte risorse più forte per virtù di capi e generosità dei gregari. Nell'unità morale dei Caduti e dei vivi dimostrò saldezza e compagine degne dello spirito eroico della razza e delle tradizioni millenarie dell'Esercito Italiano.

(Bir el Gobi, 18 novembre 1941 - El Alamein, 3 luglio 1942)

 

32° Reggimento Carristi "ARIETE" (per il III° Battaglione M 13)

Durante due mesi di tormentato periodo d'operazioni in Africa Settentrionale lanciato contro un avversario che alla preparazione ed all'esperienza univa una schiacciante superiorità in armi corazzate, si impegnava oltre ogni limite di resistenza e di sacrificio. Nella difesa di Bardia sacrificava un'intera compagnia distrutta carro per carro, in lotte impari ed estenuanti ed infliggendo sanguinose perdite a uomini e mezzi avversari. Mutilati in questi suoi elementi, il battaglione continuava sempre in attacco e sempre dominato dallo stesso indomito spirito offensivo, anelando unicamente ad affermare, a costo della propria distruzione, la superiorità del soldato italiano ed imponendosi all'ammirazione dell'avversario. Consapevoli del loro destino e ben più grandi della loro sfortuna, i Carristi del III° Battaglione M 13 sapevano immolarsi serenamente alla pura bellezza del dovere e dell'Onore, talché la loro Unità veniva praticamente tutta distrutta.

(Egitto - Marmarica, 9 dicembre 1940 - 8 febbraio 1941)

 

8° Reggimento Bersaglieri "ARIETE"

Strumento di guerra nel quale agilità e potenza sono contemperate e fuse, animi e corpi protesi in ferreo blocco al sacrificio ed alla gloria, in circa due anni di guerra sanguinosa in territorio desertico ha dato prove fulgidissime di eroico valore. In continuo contatto con un nemico più forte ed implacabile ha opposto alla maggior forza il coraggio, alla implacabilità la fermezza stoica e ne ha avuto, in ogni confronto, schiacciante ragione. Mai arrestato dal piombo avversario nelle sue marce vittoriose ha sempre saputo, opponendo le sue armi ed i suoi petti, stroncare inesorabilmente le iniziative del nemico. Il sangue generoso dei suoi ufficiali, sottufficiali, bersaglieri, continuatori eroici di una tradizione che non ha mai macchia, ha irrorato e fecondato le sabbie del deserto. El Mechili, Tobruk, Passo Alfaya, Sollum, Capuzzo, Bir el Gobi, Dahar el Aslagh, nomi legati alle glorie della Patria, sono le tappe gloriose del Reggimento, due volte sacrificatosi nell'estremo olocausto, due volte risorto nel nome dei suoi eroici Figli caduti. Lo stesso nemico ha espresso la stupita ammirazione per i fanti piumati del Reggimento, espressione purissima delle virtù guerriere dell'italica stirpe.

(Africa Settentrionale, aprile 1941 - settembre 1942)

 

8° Reggimento Bersaglieri "ARIETE"

Dopo aver dato all'azione comune eccezionale contributo di fede e di sangue, in sette giorni di titaniche gesta, respingeva le preponderanti forze avversarie e manteneva le proprie posizioni oltre i limiti delle possibilità umane.

(Battaglia del Mareth (Tunisia) marzo - aprile 1943)

 

132° Reggimento Artiglieria "ARIETE"

Reggimento di artiglieria di una Divisione Corazzata partecipò alla conquista della Cirenaica, alla battaglia della Marmarica, all'avanzata in Egitto, scrivendo pagine di dedizione, di eroismo e di gloria, per l'ardore profuso nella lotta, compensando sempre deficienza di mezzi con ferrea volontà di vittoria. Con il fuoco preciso dei suoi cannoni appoggiava ed accompagnava Carristi e Bersaglieri alla conquista dell'obiettivo, incurante di ogni azione avversaria terrestre ed aerea tendente ad arrestarne lo slancio. In azioni ove la battaglia si frantumava in episodi di epica lotta di mezzi corazzati, in fraterno concorso con i Carristi, schierava i suoi semoventi spesso davanti ai carri stessi, arrestando con tiri ravvicinati l'impeto avversario ed unendosi poi agli stessi carri per inseguire l'avversario in ritirata od opporsi in un granitico blocco a protezione delle nostre colonne. Con il suo eroico comportamento perpetuava le gloriose tradizioni dell'Arma.

(Africa Settentrionale, aprile 1941 - settembre 1942)

Si ringrazia "Belva" per l'immagine di sfondo