IL 4° REGGIMENTO CARRI PARTECIPA ALL'ESERCITAZIONE SMARDAN 2004 IN ROMANIA

del Mar. Ca. c. (cr.) Piero Angelo De Ruvo

 

 

Il 4 ottobre 2004, presso il poligono di Smardan (Romania), con una semplice cerimonia, è iniziata ufficialmente l'attività addestrativa in bianco ed a fuoco del 4° Reggimento Carri di Bellinzago Novarese, in cooperazione con alcuni reparti della F.A. rumena.
La cerimonia è iniziata con l'alza bandiera di entrambe le nazioni, di seguito il trasferimento del comando dei reparti Rumeni, da parte del Ten. Col. PISU Eminian, Comandnte del 284° Battaglione Carri della 282^ Brigata Meccanizzata di Smirdan, al Col. Eminlio Sen, Comandante del Gruppo Tattico.


I reparti Rumeni, passati sotto il comando del Col. Sen sono i seguenti:
- una compagnia carri;
- un gruppo del Genio
- un plotone di fanteria;
- un plotone mortai;
- un plotone contro carri;
- una compagnia delle Trasmissioni;

per un totale di circa 300 militari Rumeni.

L'impiego dei militari italiani in territorio non nazionale, impegna un elevato numero di uomini e mezzi :
- 20° Battaglione Carri "M.O. Pentimalli" su quattro compagnie carri;
- Una compagnia CCSL del 4° Reggimento Carri;
- una compagnia dell' 11° Reggimento Bersaglieri;
- un plotone del Reparto Comando e Supporti Tattici (RCST) ARIETE;
- un plotone del 7° Reggimento Trasmissioni,
- un plotone del 10° Reggimento Genio Guastatori;
- un plotone RCTS trasmissioni;
- un nucleo del 33° Reggimento Trasmissioni Guerra Elettronica.

Proiettare all'estero tali forze, ha richiesto un grande impegno organizzativo ed umano. Infatti gli uomini ed i mezzi sono arrivati in Romania utilizzando al massimo i mezzi di trasporto a disposizione, treni, aerei.

Le finalità e gli obbiettivi dell'esercitazione in Romania sono:
-    Completare l'attività addestrativa e quella a fuoco di alcune unità giunte da poco al 20° Battaglione Carri, impiegando al massimo le potenzialità, le tecnologie che il carro ARIETE offre.

Un'esperienza del genere non capita tutti i giorni. Come non capita tutti i giorni poter operare fianco a fianco , con mezzi e uomini di altre nazioni, per elevare la professionalità di entrambi. Tutto questo, i carristi del 20° Battaglione CarriI sono consapevoli, per questo la motivazione e l'entusiasmo, è impresso sui loro volti.

-    Mantenere l'operatività del personale che sarà impiegato nelle prossime operazioni fuori area di Peacekeeping o missioni umanitarie, anche se molta parte di esso ha già alcune di queste esperienze alle spalle, Kosovo, Bosnia, Iraq, Albania, ecc.

Oltre a mantenere l'operatività dei militari Italiani e Rumeni, l'importanza di questo evento è lo scambio di esperienze, approfondire a tutti i livelli le procedure NATO, per poter operare e cooperare al meglio nelle missioni multinazionali con i paesi Alleati.
Inoltre non bisogna dimenticare l'importanza che una simile operazione ha nel quadro delle relazioni internazionali, sia di politica estera che di sicurezza, viste le problematiche che ogni paese deve affrontare per contrastare il terrorismo internazionale.

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L'ADDESTRAMENTO DEL 20° BATTAGLIONE CARRI

 

 

E' toccata alla 1^ Compagnia carri del 20° Battaglione inaugurare a fuoco il poligono di Smirdan con una esercitazione di complesso minore corazzato nella reazione dinamica, avendo in supporto un plotone di carri Rumeni.
La 2^ Compagnia invece ha effettuato un complesso minore corazzato nell'azione ritardatrice in zona di sicurezza, supportato da un plotone del Genio Italiano, da una compagnia di fanteria ed un plotone esplorante Rumeno.
La 3^ Compagnia, e la 4^ Compagnia, in due sessioni diverse, hanno svolto un complesso minore corazzato nella difesa mobile. Entrambe le compagnie erano supportate da due plotoni Bersaglieri dell'11° Reggimento, e da un plotone carri Rumeno.
Tutte e quattro le Compagnie hanno anche svolto degli addestramenti notturni a fuoco, di complesso minore corazzato nella reazione dinamica.
L'addestramento in Romania dei carristi del 20° Battaglione Carri, si è concluso il 21 ottobre con l'esercitazione di gruppo tattico corazzato nello sviluppo della difesa mobile denominata "HARD ARMOUR 2004"
L'impegno profuso da tutti i reparti partecipanti a questo addestramento, seppur intenso, è risultato pieno di soddisfazione, infatti in quest'ultima esercitazione hanno partecipato contemporaneamente ben 47 carri, tra ARIETE e TR85M1 BISON,
con i seguenti reparti Rumeni:
- una compagnia carri;
- un gruppo del Genio
- un plotone di fanteria;
- un plotone mortai;
- un plotone contro carri;
- una compagnia delle Trasmissioni;
ed Italiani:
- 20° Battaglione Carri "M.O. Pentimalli" su quattro compagnie carri;
- Una compagnia CCSL del 4° Reggimento Carri;
- una compagnia dell' 11° Reggimento Bersaglieri;
- un plotone del Reparto Comando e Supporti Tattici (RCST) ARIETE;
- un plotone del 7° Reggimento Trasmissioni,
- un plotone del 10° Reggimento Genio Guastatori;
- un plotone RCTS trasmissioni;
- un nucleo del 33° Reggimento Trasmissioni Guerra Elettronica


Oltre al fattore addestrativo, dove si è visto la partecipazione attiva e totale del 20° Battaglione carri, ed un affiatamento al di la delle aspettative, tra i carristi Rumeni e quelli Italiani, si è creato, in maniera spontanea, una rapporto di socializzazione inatteso, nonostante la difficoltà della lingua.
Socializzazione continuata anche dopo l'addestramento, nelle poche ore libere che si avevano a disposizione, la cordialità dimostrata dai carristi Rumeni, è stata completa, mettendo il loro tempo libero a disposizione dei loro colleghi italiani per far visitare la città di Galati.
L'esercitazione SMARDAN 2004, per i carristi del 20° BTG, rimarrà un'esperienza indimenticabile, sia per modalità ed il tipo di addestramento condotto, sia per il fattore umano pieno di stima e rispetto scambiato con i colleghi Rumeni.

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Carristi della 1^ Compagnia Carri

 

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Carristi della 2^ Compagnia Carri

 

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La 3^ Compagnia Carri

 

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Uomini e mezzi romeni che hanno partecipato all'esercitazione

 

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Il Brig. Gen. Gian Marco Chiarini, Comandante della 132^ Brigata Corazzata ARIETE, ha presenziato all'atto tattico finale che ha visto cooperare il 4° Reggimento Carri ed i reparti romeni.

 

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Il Ten. Col. Lo Prejato con il nucleo trasmissioni

 

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Il Comandante del 1^ FOD, Ten. Gen. Gaetano Romeo.

 

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Il B.Gen. Ceccone, Capo di Stato Maggiore del 1° FOD

 

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Da sinistra il Brig. Gen. Gian Marco Chiarini, il Ten. Gen. Gaetano Romeo ed il Magg. Gen. Apostol, Sottocapo di SME rumeno

 

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Bersaglieri in azione

 

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Lo schieramento dei Bersaglieri dell'11° Reggimento

 

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Nucleo sniper dell'11° Reggimento Bersaglieri

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Schieramento finale delle Compagnie del 4° Reggimento Carri

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