LA FESTA DEL 32° Reggimento CARRI

nel 63° Anniversario dei fatti d'Arme di Beda Fomm

Tauriano (PN) - 13 febbraio 2004

Il Carro del Comandante della 1^ Compagnia "Leoni di Bardia"

Il giorno 13 febbraio 2004, presso la Caserma "M.O. Arduino FORGIARINI" di Tauriano di Spilimbergo, il 32° Reggimento Carri, ha celebrato la tradizionale Festa di Corpo nella ricorrenza del 63° anniversario dei fatti d'arme di Beda Fomm (A.S. 8 febbraio 1941).
Anche quest'anno la semplice, ma nello stesso tempo intensa, cerimonia manifestazione ha voluto ricordare le eroiche gesta del 3° e 5° Battaglione Carri M13/40 ed il sacrificio dei loro uomini.

Lo Stemma del 32° Reggimento Carri

Lo stemma del 32° Reggimento Carri

 

La cerimonia ha inizio con lo schieramento dei reparti e la successiva presentazione della forza al Comandante del 3° Battaglione Carri "M.O. GALAS", Ten. Col. c. (cr.) t.ISSMI Antonino PALUMBO, che ne assume il comando.

Motivazione della concessione della Medaglia d'Oro al Valor Militare alla memoria al Sergente Carrista BRUNO GALAS

Durante un’azione contro forze nemiche penetrate in caposaldo di una nostra piazzaforte, respingeva l’irruzione ma rimaneva col carro in avaria allo scoperto. Sotto il fuoco provvedeva alla riparazione benché ferito e riprendeva il combattimento alimentato da nuove unità nemiche. Colpito una seconda volta e immobilizzato il suo carro, continuava il fuoco col cannone di bordo, fatto bersaglio a tutti i mezzi avversari. Colpito da granata che esplodeva nell’interno del carro incendiandolo, immolava la vita al dovere.
Bardia (A.S.), 3 gennaio 1941.

 

Erano schierate la Fanfara dell'11° Reggimento Bersaglieri, le compagnie carri in armi (1^, 3^ , 4^) del 3° Btg Carri "M.O. GALAS" oltre alla Cp. Cdo e Spt. Logistico del Reggimento.
La 2^ Compagnia Carri era invece solo idealmente presente in quanto attualmente impegnata nell'operazione "Antica Babilonia" in Iraq all'interno del contingente italiano. Tale compagnia opera nella zona medio orientale con veicoli VM-90, alcuni dei quali erano schierati dietro alle truppe schierate a ricordare l'impegno di tale reparto del 32° Reggimento Carri.

 

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Subito dopo fanno il loro ingresso i Labari della Associazioni Combattentistiche e d'Arma e, immediatamente dopo, il Gonfalone della Città di Spilimbergo, comune che ospita ormai da 36 anni il 32° Reggimento Carri e del quale esso ha ricevuto recentemente la cittadinanza onoraria.

Segue uno dei momenti più importanti della cerimonia ovvero l'ingresso, sulle note dell'Inno Nazionale accompagnato dal canto dei reparti schierati,  e lo schieramento dello Stendardo del Reggimento trasportato dall'attuale Alfiere del Reggimento il Ten. Mangia. Lo Stendardo, così come recita il regolamento di disciplina dell'Esercito; è"... il simbolo della Patria. La bandiera da combattimento affidata ad una unità militare è, inoltre, il simbolo dell'onore dell'unità stessa nonché delle sue tradizioni, della sua storia, del ricordo dei suoi caduti. Essa va difesa fino all'estremo sacrificio."
Lo Stendardo prende così posto a fianco del Comandante del 3° Battaglione Carri venendo a completare lo schieramento e dando ufficialità alla cerimonia.

Come previsto dal cerimoniale fanno il loro ingresso il Comandante del Distaccamento della 132^ Brigata Cor. ARIETE, Col. IACCA (l'attuale Comandante, Gen. Br. CHIARINI è impegnato in Iraq) ed il Comandante del 32° Reggimento Carri, Col. c. (cr.) RN Vito MUSCELLA..

Per ricordare il sacrificio dei Carristi del 3° e 5° Battaglione Carri M13/40, il Comandante del 32° Reggimento Carri dà lettura della motivazione della Medaglia d'Oro al Valor Militare concessa allo Stendardo del Reggimento e della Medaglia d'Argento al Valor Militare concessa al V° Battaglione Carri M13/40.

Motivazione della concessione della Medaglia d'Oro al Valor Militare allo Stendardo del 32° Reggimento Carri (per il III° Battaglione Carri M13/40)

Durante due mesi di tormentato periodo d'operazioni in Africa Settentrionale lanciato contro un avversario che alla preparazione ed all'esperienza univa una schiacciante superiorità in armi corazzate, si impegnava oltre ogni limite di resistenza e di sacrificio. Nella difesa di Bardia sacrificava un'intera compagnia distrutta carro per carro, in lotte impari ed estenuanti ed infliggendo sanguinose perdite a uomini e mezzi avversari. Mutilati in questi suoi elementi, il battaglione continuava sempre in attacco e sempre dominato dallo stesso indomito spirito offensivo, anelando unicamente ad affermare, a costo della propria distruzione, la superiorità del soldato italiano ed imponendosi all'ammirazione dell'avversario. Consapevoli del loro destino e ben più grandi della loro sfortuna, i Carristi del 3° Battaglione M13 sapevano immolarsi serenamente alla pura bellezza del dovere e dell'Onore, talché la loro Unità veniva praticamente tutta distrutta.
Egitto - Marmarica, 9 dicembre 1940 - 8 febbraio 1941

 

Motivazione della concessione della Medaglia d'Argento al Valor Militare al V° Battaglione Carri M13/40

Durante 25 giorni di tormentate operazioni in Africa Settentrionale lanciato contro un avversario che alla preparazione ed all'esperienza univa una schiacciante superiorità in armi corazzate, si impegnava con accanito valore, combattendo, giorno e notte, nel torrido e logorante clima desertico, spesso isolato, sorretto soltanto dalla fede e dall'animo indomito infliggendo al nemico perdite sanguinose. In situazione critica per le nostre armi, riunito con altri battaglioni in una brigata improvvisata, si opponeva alla offensiva nemica, da Bardia ad Agedabia, strenuamente, anche senza speranza, affrontando la propria distruzione e chiudendo, con pochi superstiti, la gloriosa e cruenta epopea nel rogo degli ultimi carri armati, incendiati dagli stessi equipaggi di fronte al soverchiante nemico.
Cirenaica, 15 gennaio- 8 febbraio 1941

Il primo a prendere la parola è il Comandante del Reggimento che così si rivolge ai reparti schierati ed agli ospiti:

Signor Colonnello,
Signor Sindaco,
Associazioni Combattentistiche e D'arma,
Signore e Signori, Gentili Ospiti,
Carristi del 32° Rgt Carri,
ho voluto che fossimo qui riuniti oggi per celebrare la festa di corpo del nostro Reggimento non potuta effettuare lo scorso 8 febbraio per motivi legati alla partenza della brigata ariete e di una aliquota del 32° Reggimento per l'Iraq.
Nell'occasione rievocheremo e ricorderemo i fatti d'arme che segnarono la gloriosa storia del 32° Reggimento Carri in Africa Settentrionale. Gli eventi cui mi riferisco coprono un ciclo operativo di poco più di due mesi e si inquadrano storicamente tra il 9 dicembre 1940 e l'8 febbraio 1941 durante il quale il 3° ed il 5° Battaglione Carri del 32° Reggimento furono praticamente distrutti. Breve periodo nel corso del quale furono dapprima gli equipaggi della 1^ Compagnia Carri del 3° Btg. , comandata dal Ten. Castellano, a essere annientati totalmente nella battaglia di Bardia tra il 3 e il 5 gennaio 1941 per la difesa delle retrovie di Tobruk.
Successivamente, tra il 5 e il 7 febbraio 1941 furono i superstiti del 3° e del 5° Btg. Cr. a subire pesantissime perdite nella battaglia di Agedabia che vide la quasi totale distruzione degli equipaggi delle due unità ma vide anche il nemico arrestato e interrotta la sua travolgente avanzata. Tra i gloriosi caduti i Sottotenenti Lolina e Prendibene, i Sergenti Monetti e Riboldi, i Caporal Maggiori Pagano e Massolari, i Caporali Brambilla e Zambelli, i Carristi Bellazzi e Gattoni.
Per questi fatti gloriosi la data dell'8 febbraio è stata scelta quale festa di corpo del 32° Rgt. Cr.
L'esempio dei nostri predecessori ci sarà di guida e riferimento soprattutto oggi alla vigilia di un ennesimo importante impegno fuori area da parte del personale del Reggimento interessato all'operazione "Antica Babilonia" in Iraq.
Sono più che certo che anche in questa occasione gli uomini e le donne del 32° saranno pienamente degni dei loro magnifici predecessori e della pista da loro indicata che tutti noi ci impegniamo a percorrere e a calcare con fermezza assieme al nostro gloriosissimo Stendardo.
Carristi del 32°, per onorare ancor più la memoria di chi ha fatto grande la nostra specialità, ho deciso di nominare i carri della 1^ compagnia del 3° Btg. Cr. intestandoli ai nostri gloriosi caduti che sono stati da me citati in precedenza. Ma oltre a loro vorrei rendere omaggio, intestandogli il 13° carro della 1^ compagnia, ad un carrista che ci ha da poco lasciato e che riuniva in se tutta la dignità, tutta la modestia, tutta la fermezza e tutto il cuore di noi carristi: il Magg. Pietro Mittica Medaglia d'Oro al Valor Militare.

Avviene ora uno dei momenti più importanti della cerimonia consistente nel battesimo dei tredici carri della 1^ Compagnia "Leoni di Bardia", di quello del Comandante di Battaglione e del Vice comandante con i nomi di altrettanti Carristi di ogni grado che hanno dato lustro ed onore al 32° reggimento Carri ed alla Specialità Carrista. In particolare il carro del Comandante della 1^ Compagnia viene intitolato alla MOVM Magg. (cr) Pietro MITTICA scomparso il 6 dicembre 2003.

Il Maggiore Pietro Mittica, MOVM

Il Maggiore Pietro MITTICA, inquadrato nei ranghi del 4° Reggimento Carri, aveva partecipato alle operazioni in Africa Settentrionale su carri M11/39. In seguito ai tragici eventi del gennaio-febbraio 1941, catturato dagli inglesi, fu deportato in India dove rimase prigioniero nel campo di Bophal, in condizioni di vita durissime, sino alla fine della guerra.

Di seguito la motivazione con la quale li venne conferita la massima onorificenza al Valor Militare.

"Volontario di guerra, partecipava con spiccato ardore bellico alle sanguinose operazioni del suo reggimento, distinguendosi tra gli eroici carristi per singolare coraggio, intelligenti audaci iniziative, esemplare spirito di sacrificio. impegnato con i resti del suo decimato reggimento nella difesa di un caposaldo attaccato da agguerrite preponderanti forze, si offriva, ripetutamente, benché soggetto a intensa reazione avversaria, per stabilire il collegamento con reparti che, circondati, opponevano disperata resistenza. Nella crisi, ridotta la difesa ai soli centri di fuoco del comando di reggimento, si poneva alla testa di pochi superstiti e, col suo valoroso esempio, alimentava l’impari cruenta lotta a colpi di bombe a mano che protraeva, indomito, con stoica fermezza, ergendosi poi, nella mischia, a difesa del suo colonnello, direttamente minacciato, facendogli scudo col proprio petto. Ferito gravemente in conseguenza del suo atto generoso da pallottola esplosiva che gli sfracellava una gamba, cadeva esausto a fianco del superiore salvo in virtù dell’eroico spirito di abnegazione consacrato dalle nobili espressioni rivolte a chi lo soccorreva: « Ho fatto semplicemente il mio dovere e rivolgo il mio pensiero alla nostra Bandiera ed alla Patria ». Chiaro esempio di salde virtù militari degno del tradizionale valore del soldato d’Italia.
Africa Settentrionale, gennaio 1941.

Dopo la guerra, nei ranghi del 132° carri di Aviano, fu tra gli entusiasti ed infaticabili rifondatori del carrismo italiano.

Onori alla MOVM Maggiore dei Carristi Pietro MITTICA.

Escono dai ranghi il Comandante del 3° Battaglione Carri "M.O. GALAS", Ten. Col. (cr) PALUMBO, ed il Comandante della 1^ Compagnia "Leoni di Bardia, Cap. (cr) Giuseppe DE PAOLIS. Quest'ultimo si rivolge al Comandante del Reggimento chiedendo formalmente il permesso di intitolare i carri della compagnia ai valorosi Carristi.

Una volta accordato il permesso, il carro del Comandante di compagnia, intitolato al Magg. MITTICA, avvia il motore e rombando si avvicina al palco per lo scoprimento del nome dell'Eroe, posto sulla corazza anteriore.

I nomi dati agli altri carri sono:

Gen. Valentino Babini (Comandante della Brigata Corazzata Speciale in Libia 1940-41)
Col. Alvise Brunetti
(Comandante del 32° rgt. in guerra)
Ten. Col. Carlo Ghioldi
(Comandante del 3° btg. cr. in guerra)
Ten. Castellano
(Comandante della 1^ Cp. cr. in guerra)
S. Ten. Lolina
(caduto a Beda Fomm)
S. Ten. Prendibene
(caduto a Beda Fomm)
Serg. Monetti
(caduto a Beda Fomm)
Serg. Riboldi
(caduto a Beda Fomm)
C.le Magg. Pagano
(caduto a Beda Fomm)
C.le Magg. Massolari
(caduto a Beda Fomm)
C.le  Isaia Brambilla
(caduto a Beda Fomm)
Cle   Mario Zambelli
(caduto a Beda Fomm)
Car. Giuseppe Bellazzi
(caduto a Beda Fomm)
Car. Isidoro Gattoni
(caduto a Beda Fomm)

Infine prende brevemente la parola il Col. IACCA che ricorda a tutti i presenti la storia gloriosa dei reparti della Brigata anche alla luce dell'attuale e gravoso impegno in Iraq.

Al termine della cerimonia le Autorità presenti, i Gonfaloni, i labari delle Associazioni lasciano la piazza d'armi, seguiti dallo Stendardo del 32° reggimento Carri. Per ultimo, salutato dal Comandante del 3° Battaglione Carri, lascia lo schieramento il Comandante del Reggimento.

 

 

Due immagini del carro ARIETE (EI 118829) dedicato al Maggiore Pietro MITTICA.

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