Queste immagini state inviate da Michele, originario della provincia di Bologna, che arruolato nel 10° scaglione del 1994 prestò servizio presso  la 5^ compagnia "GHEMINES" del 3° battaglione a sua volta facente parte del famosissimo 32° Reggimento Carri di Tauriano (PN). Michele ricopriva il ruolo di pilota di carro Leopard (incarico 54/A) e durante il suo servizio ha scattato alcune interessanti foto che qui propone ai lettori di "Ferrea Mole". Ringrazio sentitamente Michele per la sua collaborazione al sito con queste immagini del carro Leopard.

Michele vorrebbe tramite questo sito entrare in contatto con i suoi compagni d'armi che leggessero queste righe. Per farlo fate clic qui.

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Quando la situazione lo richiede il carrista sa scendere dal suo mezzo e prodigarsi per prestare aiuto a chi ne ha bisogno. Qui vediamo Michele e parte dei membri della sua Compagnia in un momento di "pausa" durante le operazioni di soccorso alla popolazione piemontese in occasione della tragica alluvione del 1994.
L'attuale dottrina operativa della Forza Armata prevede che il personale presti servizio in operazioni di protezione civile solo in casi eccezionali ed esclusivamente con compiti qualificati. In questo modo si vuole far cessare l'insana abitudine di troppe organizzazioni civili a considerare i militari solo come manovali a basso costo. Questi impieghi, deleteri per i programmi di addestramento e dispiegamento dei reparti in missioni operative, erano possibili solo con il personale di leva stabilmente basato sul territorio metropolitano. Anche se forse gratificanti per i singoli, non sono più proponibili per il personale volontario che deve concentrare tutto il suo sforzo nell'addestramento al combattimento.

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Michele posa con orgoglio nella sua divisa da carrista. Si notino:
- il vecchio elmetto identico a quello americano della 2^ Guerra Mondiale ed oggi completamente sostituito con un più moderno in Kevlar dotato di interfono,
- il foulard rosso-blu per difendersi dalla polvere ed indossato tenendo rigorosamente il rosso a destra,
- il caratteristico giubbotto nero che in effetti non è prerogativa esclusiva dei carristi essendo comune a tutti i corazzati italiani (cavalieri, artiglieri, genieri e quant'altro). Attualmente questo giubbotto è stato sostituito con un nuovo modello di qualità ed aspetto migliori.
- i pantaloni della normale tuta da combattimento che sono attualmente affiacati da una tuta in materiale ignifugo in un sol pezzo con maniglia posteriore (di ispirazione inglese) per favorire l'estrazione dal carro del personale immobilizzato,
- gli stivali a "mezzo polpaccio" in sostituzione dei normali anfibi per evitare che i lacci si incastrino all'interno del carro.
Qui Michele non veste invece un elemento troppo spesso dimenticato e quello sì assolutamente caratteristico dei carristi italiani: il basco nero. Anche se attualmente quasi tutti i reparti dell'EI lo portano, esso è sempre stato elemento identificativo dei reparti carri.

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Una spettacolare foto ripresa durante un'esercitazione notturna di tiro.

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Durante una esercitazione nei pressi del Cellina un fiume vicino a Tauriano di Spilimbergo, la foto è stata scattata da Michele dal posto di pilotaggio mentre il suo reparto era in attesa che la parte avversaria perdesse abbastanza terreno sotto il fuoco amico per intervenire con il plotone dal fianco.

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Guado di un fiume durante la marcia verso la zona addestrativa.

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A Capo Teulada in Sardegna vicino all'accampamento di tende dopo aver effettuato i normali controlli al carro. Capo Teulada, sede del 1° Reggimento Carri, diventerà il principale poligono di addestramento per i carri in Italia anche grazie ad una serie di investimenti che lo miglioreranno dal punto di vista della gestione delle missioni addestrative. Questo poligono è l'unico in Italia dove i carri possono utilizzare vero munizionamento da guerra.

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In Sardegna in attesa di salire sulla nave.

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A Capo Teulada durante le fasi di caricamento dei proiettili perforanti da addestramento. Questi proiettili hanno la caratteristica di simulare perfettamente il comportamento di un normale proiettile fino ad una distanza di circa 1,5 chilometri per poi cadere rapidamente al suolo. Questa caratteristica permette di utilizzare in piena sicurezza poligoni di dimensioni abbastanza limitate. nella foto a sinistra si vede Michele attraverso il portello del servente, subito alla sua sinistra alcuni dei proiettili di "pronto impiego" posti sul cesto della torretta.

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La caserma "Forgiarini" di Tauriano è dotata di un'enorme vasca per il lavaggio del treno di rotolamento dopo le uscite su terreni particolarmente fangosi. Sul fondo sono disposti dei dossi che provocando lo scuotimento dei cingoli e della sospensione ne favoriscono la pulizia.

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Sempre a Capo Teulada, Michele conduce il suo carro a bordo del semirimorchio di un ATC 81. Le operazioni di carico sono sempre molto delicate in quanto il carro tende ad impennarsi nella fase di salita sulle rampe limitando la vista al pilota.

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Due immagini di autoblindo Centauro primo tipo, con le predisposizioni per le corazzature aggiuntive in torretta (all'epoca non installate stabilmente) e lanciafumogeni Wegmann da 76 mm, identici a quelli del Leopard ed ora sostituiti con i più moderni Galix.

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Tre semoventi M109L da 155 mm

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Tre semoventi SIDAM contraerei con mitragliere Oerlikon da 25 mm su scafo M113A2 modificato.