Queste immagini mi sono state gentilmente fornite da Giorgio che nel 1981 ha prestato servizio presso il 6° Btg. Cr. "M.O.V.M. Scapuzzi", inquadrato nella Brigata "Granatieri di Sardegna" e di stanza in Aurelia (RM). Questo Reparto, formato su tre Compagnie carri ed una Compagnia Comando e Servizi, era all'epoca ancora equipaggiato con i carri M 47. Ringrazio sentitamente Giorgio per la sua collaborazione a "Ferrea Mole" con queste interessanti immagini di un carro che è stato per decenni simbolo delle forze corazzate italiane.

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In queste due interessantissime immagini vediamo Giorgio con parte del suo secondo equipaggio a bordo di un M47 pronto per essere trasferito alla stazione di Civitavecchia. Si noti che questo veicolo porta dipinti sui parafanghi posteriori la scritta US ARMY, ricordo della partecipazione della 2^ Compagnia del 6° Battaglione alla produzione del film "Ciao Nemico" che vide come attori principali Jonny Dorelli e Giuliano Gemma. Parte del film fu girato presso il poligono di Monteromano. Non dimentichiamo che negli anni '60 e '70 molti M47 apparirono in varie pellicole sia con i colori americani sia con quelli tedeschi. Indubbiamente questa immagine rappresenta una vera curiosità tra le insegne non regolamentari dipinte sui veicoli italiani. Si noti inoltre che alcuni carri non presentano la cuffia in tela a protezione dello scudo del cannone.

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Carri M 47 Patton ritratti alla stazione ferroviaria di Civitavecchia e pronti per essere caricati sui vagoni per il loro trasferimento. Giorgio ricorda che questi veicoli non erano assegnati a nessuna compagnia del suo reparto e, pur non ricordando l'esatta destinazione, pensa fossero destinati a qualche poligono. Vorrei rammentare ai lettori che una parte degli ultimi M47 venne trasferita negli anni '90 in Sardegna per essere utilizzata come bersagli. Questi carri, dipinti con una curiosa mimetica a chiazze, vennero puliti con grandissima cura per evitare che potessero trasportare sull'isola dei parassiti lì sconosciuti ed annidati tra le maglie dei cingoli. Giorgio ricorda altrettanto bene che, nonostante i veicoli fossero alquanto malconci, percorsero senza problemi i sette chilometri che separavano la caserma dalla stazione ferroviaria. E' suo parere che il merito di ciò vada soprattutto ai meccanici di battaglione che riuscivano a mantenere efficienti i carri inventando le soluzioni più disparate per supplire alla carenza di pezzi di ricambio. Ciò era anche possibile vista la rusticità del veicolo, lo stesso risulterebbe oggi impossibile sui nuovi carri ipertecnologici.

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In questa immagine si possono notare alcuni particolari del treno di rotolamento e, non da ultimo, il meritato "riposo del guerriero".

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Giorgio a bordo di un carro recupero M74, un veicolo specializzato derivato dal carro Sherman (versione M4A3E8). Questo veicolo veniva utilizzato nella polveriera-poligono di Santa Severa (Civitavecchia) per posizionare i bersagli a volte costituiti da carri non piu' utilizzabili. Gli M74 vennero consegnati dagli americani all'E.I. contemporaneamente agli M47 e rimasero in servizio per moltissimi anni. Vennero sostituiti, così come avvenne nell'Esercito tedesco, dalla variante recupero del carro Leopard (Bergeleopard).

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Questa foto ritrae Giorgio durante i preparativi per una esercitazione contraerea ed è stata scattata al poligono di tiro di Foce Verde sul litorale tirrenico nei pressi di Nettuno. Venivano utilizzate le classiche mitragliatrici Browning 0.50 montate su cinque M113 disposti in linea sulla battigia, avendo come obbiettivo dei palloni ancorati a circa 200 metri di altezza sopra al mare e posti ad una distanza di circa 800 metri dalla riva .
Giorgio ricorda che il tiro venne sospeso per più' di un'ora per la presenza di alcuni natanti che transitavano nella zona nonostante i divieti.
Questi inconvenienti erano presenti anche nel poligono di tiro che noi lagunari utilizzavamo sul litorale del Cavallino (VE). Bastava  comunque qualche colpo a salve per far capire ai pescatori di sgombrare immediatamente l'area.